DOPING ITALIA

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15-12-2004

DOPING: FINO A 60 PERSONE SU 100 LO USANO IN PALESTRE ITALIA

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - E' altissima l'incidenza dell'uso di sostanze dopanti nelle palestre italiane, andando da un minimo di 2 a 60 persone ogni 100 a seconda del centro sportivo, con un elevato rischio andrologico per i ragazzi. E' quanto riferito da Luigi Di Luigi dell'unita' di endocrinologia del Dipartimento di Scienze del movimento umano e dello sport presso l'Istituto Universitario di Scienze Motorie di Roma nella giornata di lavori dedicata alle patologie andrologiche giovanili presso Palazzo Marini a Roma. L'uso di queste sostanze e' pericolosissimo per i giovani, ha avvertito l'esperto di medicina dello sport, poiche' gia' dopo 6-7 mesi di assunzione sono osservabili alterazioni del liquido seminale a volte spontaneamente reversibili, a volte necessitanti di una terapia ormonale per curarle. Oltre a cio', ha aggiunto Di Luigi, i ragazzi che fanno uso di doping possono andare incontro a danni a lungo termine come 'ipotrofia' testicolare, ovvero riduzione delle dimensioni dei testicoli, oppure se sono in eta' della crescita anche al blocco del loro corretto sviluppo. Il pericolo andrologico nell'uso dei prodotti dopanti, ha spiegato l'esperto, deriva dal fatto che queste sono in gran parte sostanze ormonali come steroidi anabolizzanti che possono incidere sul sistema riproduttivo in vario modo: si va dai cali della libido, alle disfunzioni erettili, dalle neoplasie testicolari alla fertilita'. Le dimensioni del fenomeno sono enormi visto che solo negli ambienti agonistici l'8-10% degli sportivi, ma in molti sport si arriva a quote del 20-30%, fa uso di integratori di dubbia provenienza e composizione, con sospetta presenza tra gli 'ingredienti' di dopanti, e che il 60% degli atleti risultati positivi ai test anti-doping lo sono proprio per gli steroidi anabolizzanti, ha riferito Di Luigi. Ma il vero problema sociale e' quello delle palestre sparse sul territorio nazionale, ha ribadito l'esperto, nonche' di quella *schiera di individui che fanno uso di dopanti per lavoro, come i 'guarda spalle' o i 'butta fuori' delle discoteche, ovvero tutta quella fascia di popolazione non sottoposta a tutela sanitaria e ai controlli per le certificazioni di idoneita' allo sport agonistiche e non, rispettivamente rilasciate dopo una visita dai dottori dello sport e di medicina generale. Infatti, ha riferito Di Luigi, anche se l'Italia e' all'avanguardia nel mondo per avere una legislazione che obblighi alla certificazione agonistica, si ha il dubbio che questo obbligo sia poco rispettato. Cio' significa che in qualche modo viene meno l'unico filtro epidemiologico per la diagnosi precoce e la prevenzione di numerose patologie andrologiche, soprattutto ora che non c'e' piu' la visita di leva, atte a mettere n risalto situazioni cliniche non diagnosticate in eta' pediatrica anche perche' spesso ancora asintomatiche come il varicocele, le anomalie testicolari e i tumori. Delle visite di idoneita' medico-sportiva potrebbero invece beneficiare non solo i circa 3-4 milioni di sportivi tesserati alle varie federazioni italiane ma tutte le persone, almeno 10-12 milioni nel Bel Paese, che svolgono sport a livello amatoriale. L'utilita' sociale di queste visite, ha concluso l'esperto, risiede nel fatto che iniziano a 8-10 anni e sono periodiche, consentendo un monitoraggio continuo nel tempo della salute della persona e del suo stile di vita. (ANSA)                                                                         

*Pensate, operatori addetti alla sicurezza imbottiti di steroidi anabolizzanti (cioè di aggressività), per preservare l’ordine, la calma e la sicurezza in luoghi pubblici, concerti e locali da ballo!  Occhio ai culturisti vestiti da “Blues Brothers”!

 

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