Ecco dei “significativi passaggi” di alcuni articoli giornalistici riguardanti il doping…    a Voi l'ardua sentenza

ATLANTA 1996  La scoperta d’una procedura per rivelare l’assunzione illecita di EPO, l’ormone che stimola la creazione di globuli rossi e migliora il trasporto di ossigeno, elevando così le prestazioni lascia indifferente il CIO: Ai giochi di Atlanta non avremo test ematici

LA CONTRADDIZIONE  Non c’è sanzione disciplinare se un giocatore rifiuta il prelievo del sangue, ma da quest’anno i controlli sangue-urina fanno parte del protocollo Wada (l’agenzia mondiale dell’antidoping): fatto proprio dal Coni. E nel regolamento antidoping della Wada (art. 18 comma 2) è prevista una sanzione da uno a sei mesi per «rifiuto ai controlli».

SIDNEY 2000 "La ricerca era arrivata ad un punto importante nel senso facendo un prelievo ad un atleta dopo due, tre settimane dalla sospensione dell'assunzione del GH era possibile ricostruire retrospettivamente il doping." Il CIO ha reagito immediatamente con entusiasmo con la promessa di un ulteriore finanziamento.. ma poi nei mesi successivi questo supporto e' venuto meno….. dunque il Comitato Internazionale Olimpico poteva fare un test sull'ormone della crescita in occasione dell'olimpiadi di Sidney, ma non l' ha fatto. Naturalmente avevamo chiesto un commento al CIO, ma non abbiamo ricevuto risposta.

…Quella di A. T. è una storia da brividi, solo a pensare ai possibili danni alla salute: nessuno conosce gli effetti dell'interazione di tanti farmaci insieme; ma è una storia che segnala il totale fallimento degli attuali controlli antidoping, fatti ancora - nella quasi totalità - in competizione. Confidava qualche tempo fa un funzionario del ministero della salute: "L'antidoping? E' uno spauracchio che deve stare lì, deve servire a tenere in piedi certe cose però; poi, se si deve fare seriamente, diventa difficile".

Dieci anni per mettere a punto un metodo che individuasse l’epo, l’ormone che favorisce lo sviluppo dei globuli rossi nel sangue, migliorando il trasporto di ossigeno, che ha rivoluzionato le prestazioni di moltissime discipline. E per anni la ricerca "scientifica" del Cio, a caccia di un metodo per individuare questa sostanza e smascherare gli imbroglioni era affidata dal Cio stesso ad un personaggio, il professor Conconi, molto discusso, coinvolto successivamente addirittura in un clamoroso processo doping che ha fatto parlare da parte del pm inquirente di "doping di stato all'italiana".

…Né è da dimenticare chi guarda con favore al doping perché sa che esso è un ottimo strumento per oliare e mantenere in piedi un meccanismo, quello dello sport, che oltre ai profitti economici ai suoi padroni assicura anche un prezioso profitto politico a tutti i capitalisti e alle loro istituzioni statali: lo spettacolo sportivo, infatti, è uno dei mezzi con cui chi ha in mano il potere economico e politico "educa" i lavoratori e i giovani ad introiettare e rispettare quelle regole necessarie a perpetuare lo stato di cose presenti, prime fra tutte quelle della competizione, del nazionalismo, del culto del grande uomo, della coesione sociale interclassista.

ATENE 2004  MONTREAL. L'atteso codice antidoping che sarebbe dovuto andare in vigore per i Giochi Olimpici di Atene del 2004 non arriverà prima delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Lo ha ammesso il presidente dell'Agenzia Mondiale Antidoping (AMA) Dick Pound. Il codice, che dovrebbe uniformare regole e sanzioni sul doping, ha incontrato piu' problemi del previsto che ne hanno ritardato la creazione.               (

Torino 2006 questione doping. Il sottosegretario Pescante contro il ministro Storace. Oggetto del contendere: la legge  376Da qui l'idea di Pescante, che è anche supervisore della società che organizza i Giochi, la ToroC, di ammorbidire la legge: "Con norme così severe rischiamo di penalizzare le Olimpiadi - ha spiegato in un'intervista alla Stampa La nostra legislazione è la prima ad avere introdotto sanzioni penali contro il doping. Il Cio e le federazioni internazionali sono preoccupate dell'effetto dirompente che avrebbe l'ingresso della polizia nei villaggi olimpici".
Dall'altro fronte Storace aveva già fatto sapere che "pensare di premiare i campioni dello sport depenalizzando l'uso del doping per i Giochi Olimpici di Torino 2006 è una cosa che non sta né in cielo né in terra".  Il compromesso sarebbe una momentanea sospensione della 376, che riallinei la normativa italiana a quella olimpica: ammende, penalizzazioni e squalifiche anche severe, ma nessuna sanzione dal punto di vista penale. E' chiaro però che per i fautori della linea dura (Storace, ma anche il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, che della 376 è stato uno dei padri, e il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini) si tratta di un compromesso inaccettabile.

 

 

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L'ESEMPIO VIENE DALL'ALTO

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