Questo scritto è stato spedito via e-mail il giorno 12/02/2004 a 3 testate giornalistiche nazionali, a 2 TV nazionali (Rai e Mediaset) e a 2 assessori del Comune di Rovereto.(Dopo il tragico fatto di Pantani 14/02/2004 quanto scritto sotto purtroppo ha della tragica profezia).
SPORT & VITA ovvero...
Purtroppo in una società dove i giovani hanno ”tutto” senza necessariamente doverselo “guadagnare”, è molto difficile riuscire a creare quei valori esistenziali che lo sport fino a qualche anno fa insegnava.
Mi riferisco in particolar modo al fenomeno doping, ma non visto come pratica illegale o dannosa per il fisico, ma bensì per gli schemi mentali che questa insana pratica crea.
Un atleta che per superare un antagonista “si aiuta”, dimostrerà che una superiorità così ottenuta, anziché creare nel soggetto quel sano senso di soddisfazione e di sofferta conquista, instaurerà un processo “di dipendenza” psicologica alla vittoria costi quel che costi.
Da notare che nello sport professionistico, doparsi può significare ricchezza e fama, mentre nel campo amatoriale ci si dopa per puro EGO.
Nonostante questo anche fra gli amatori il fenomeno “aiutarsi” è molto più vasto di quel che si pensi (e non mi riferisco agli integratori). Sono molte le testimonianze di personaggi anche “in vista”, che nella gara della domenica, pur di battere i colleghi d’ufficio sono disposti ad aiutarsi con la farmaceutica. Purtroppo questo atteggiamento sintomo di una personalità debole e perdente, non rimarrà isolato nel solo ambito sportivo, creerà bensì una persona scorretta in molte situazioni riguardanti la propria vita sociale e professionale, condizionandone pesantemente l’intera esistenza.
Lo sport è un allenamento alla vita, in particolare per quando questa ci presenterà
i suoi conti. Chi non è preparato PERDERA’!